Dove la rete ciclabile si interrompe
Intervista a Antonio Casadibari
Presidente FIAB Ferrara - Amici della Bicicletta APS
Come nasce Fiab, quali obiettivi ha e come si inserisce nel contesto ferrarese?
FIAB Ferrara (Amici della Bicicletta APS) nasce, nei primi anni novanta, dall'esigenza di promuovere la bicicletta non solo come mezzo di svago o tradizionale, ma come strumento quotidiano di mobilità sostenibile, più propriamente di mobilità attiva, tutela ambientale e vivibilità urbana. Nell'ambito di Ferrara la nostra associazione si inserisce come punto di riferimento critico e propositivo. Lavoriamo a fianco della cittadinanza e delle istituzioni per fare in modo che la vocazione ciclistica della città non resti un primato nostalgico o legato solo al passato, ma si evolva per rispondere alle sfide della mobilità moderna, della sicurezza stradale e della transizione ecologica.
Ferrara è tradizionalmente considerata la "città delle biciclette", ma la mobilità urbana moderna richiede interventi continui: quali sono oggi le priorità infrastrutturali e i provvedimenti più urgenti che chiedete chiede alle istituzioni locali per tutelare i ciclisti ed eliminare i punti critici della rete ciclabile?
Sebbene Ferrara vanti un uso diffuso della bicicletta, la rete ciclabile attuale presenta numerose criticità: percorsi interrotti, scarsamente manutenuti, promiscui o pericolosi in corrispondenza di grandi arterie di traffico e rotatorie. Le priorità che chiediamo con urgenza all'amministrazione comunale riguardano: la messa in sicurezza dei nodi stradali più pericolosi per i ciclisti e l'utenza debole; la realizzazione di una completa rete “Bicipolitana”, oggi solo attivata con segnaletica, ovvero itinerari protetti e continui che colleghino in modo efficiente i quartieri residenziali con il centro storico, i poli scolastici e l'università. ma non solo, anche politiche concrete di moderazione del traffico, come l'estensione delle zone a 30 km/h (e zone scolastiche protette), per ridurre la velocità dei veicoli a motore e condividere lo spazio stradale in sicurezza, e soprattutto politiche per disincentivare l’uso dell’auto. Ferrara ha una media di 675 auto ogni 1000 abitanti, troppe per un territorio come il nostro, dove l’80% dello spazio pubblico è occupato dalle auto, in sosta o in movimento.
Una delle vostre mission è la creazione di ambienti urbani più vivibili e puliti, prestando attenzione non solo ai ciclisti ma anche ai pedoni e all'accessibilità dello spazio pubblico. In un centro storico come quello ferrarese, come si concretizza l'impegno di FIAB per garantire una mobilità ciclistica realmente inclusiva e accessibile a tutte le fasce di popolazione (famiglie, anziani, persone con ridotta mobilità)?
Premetto che il motto della SEM 2026 (Settimana Europea della Mobilità) appena conclusa è proprio “Mobilità per tutti”. La mobilità ciclabile e pedonale deve essere un diritto universale, accessibile a chiunque a prescindere dall'età o dalle condizioni fisiche. Occorre quindi partire da quello che si diceva prima, gli argomenti principali sono due: in città circolano troppe auto e serve far rispettare i limiti di velocità estendendo le zone 30. Se non si agisce su questi fronti, non si risolverà mai il problema. Ferrara ha moltissime zone 30, peccato che non vengano mai sanzionati gli automobilisti che non rispettano questo limite. Importante è anche la regolamentazione rigorosa della sosta e della velocità all'interno delle ZTL, affinché lo spazio pubblico torni a essere sicuro e a misura di persona, tutelando prima di tutto i pedoni e chi cammina o pedala con più fragilità.
Nel promuovere lo sviluppo del trasporto collettivo in alternativa all'uso del mezzo privato a motore, qual è lo stato dell'intermodalità (es. integrazione bici-treno o bici-bus) nel nodo urbano ed extraurbano ferrarese, e quali proposte avete in cantiere per migliorare questo aspetto?
L'intermodalità è la chiave di volta per sostituire stabilmente l'auto privata nei tragitti casa-lavoro o casa-scuola. A Ferrara, l'integrazione bici-treno presso la stazione ferroviaria ha fatto qualche passo avanti ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Nei treni regionali permane spesso una carenza di spazi adeguati o un limite al trasporto delle biciclette nelle ore di punta, e in ogni caso raggiungere il binario è ancora problematico per persone anziane o con mobilità ridotta, Le nostre stazioni ferroviarie non sono progettate per facilitare l'intermodalità, e per quanto riguarda la rete extraurbana e dei bus l'integrazione è totalmente assente. Quello che vogliamo è la realizzazione di stazioni ferroviarie che abbiano al primo posto l’intermodalità: la realizzazione di una velostazione con stalli sicuri e videosorvegliata, modalità di accesso facili e allo stesso tempo controllate e sicure. Anche su questi temi c’è ancora molto da fare.
Oltre alla mobilità quotidiana intervenire anche nella promozione del tempo libero, del cicloturismo e dei progetti educativi scolastici. Come vi inserite nella valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale della provincia ferrarese e qual è l'impatto delle vostre attività di sensibilizzazione ed educazione nelle scuole per far crescere nelle nuove generazioni una vera cultura della bicicletta?
Il cicloturismo rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo sostenibile per Ferrara e la sua provincia, ricca di argini, delizie estensi e percorsi naturalistici (come la Destra Po). Come FIAB organizziamo regolarmente escursioni alla ricerca di itinerari cicloturistici per far riscoprire il territorio a ritmo lento, coniugando turismo, economia locale e rispetto dell'ambiente. Accanto a ciò, crediamo fortemente nell'educazione e nella sensibilizzazione delle nuove generazioni: attraverso progetti scolastici mirati, laboratori e iniziative come "Bimbimbici", lavoriamo con le scuole per insegnare ai più piccoli le regole della strada, i benefici del movimento e il rispetto per l'ambiente. A questo proposito, nel 2024 abbiamo realizzato e pubblicato un “ABicidario” dedicato alle classi della scuola primaria. Solo così è possibile far crescere una vera e duratura "cultura della bicicletta" che trasformi i bambini di oggi in cittadini consapevoli e rispettosi di domani.